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domenica 21 novembre 2010

Michele Baldi ai microfoni di RomaCaffè



“Quella discarica andava chiusa da anni, non è notizia di oggi. Scandaloso è sapere che chi aveva preso l'impegno prima della campagna elettorale non sta facendo nulla, anzi, intende vergognosamente prorogare la concessione fino al 2013.”

Con queste parole Michele Baldi, leader del Movimento per Roma, intervenuto lo scorso 18 novembre ai microfoni di RomaCaffè su Radio Power Station, ha commentato le voci di un rinnovo della concessione della discarica di Malagrotta per altri tre anni.

La situazione della discarica, da mesi al collasso, sta così alimentando le voci di tutta la vetrina politica comunale, sollevando un coro di critiche unanime contro l'immobilismo del sindaco Alemanno e della governatrice Polverini.

“Incapacità? Questo è il più grosso affare di tutto il mondo, gestito scandalosamente da un privato, che il Comune non è in grado di portare a casa. Dove ci sono i grandi affaristi ci sono i grandi interessi.” ha ribadito l'ex consigliere Baldi, “e mi stupisco del fatto che ancora oggi si discuta di come e di perché, benché vi siano dei dati oggettivi, come l'inquinamento delle falde acquifere.”

Parole al vetriolo quelle dell'ex consigliere comunale, il quale sottolinea come negli ultimi anni, “su questa vicenda sono quasi tutti responsabili, così come non si è sviluppata la raccolta differenziata non per qualche motivo strano, piuttosto appositamente proprio per favorire il privato, Manlio Cerroni, che sta continuando ad accumulare crediti nei confronti del Comune di Roma e ad arricchirsi. Entrai nel Consiglio Comunale negli anni '90 e trovai il CTR (Consorzio Trattamento Rifiuti) che gestiva i rifiuti a Roma, gestita dal 51% Ama, 49% da Cerroni, dove però l'AD lo faceva Cerroni stesso e la ricchezza andava tutta al privato”.

“Con una situazione come quella di Malagrotta, fossimo stati a Londra i cittadini si sarebbero ribellati in decina di migliaia con manifestazioni su manifestazioni. Questa coscienza civile purtroppo da noi non c'è”.

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