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giovedì 30 settembre 2010

Di Jacopo Fontanelli

E’ la champions delle grandi: steccano solo Milan e Barcellona.

Il secondo turno di champions non riserva particolari sorprese: vincono tutte le grandi ad eccezione del Milan che può comunque sorridere per il buon punto conquistato in trasferta all’Amsterdam Arena.

La squadra guidata da Allegri, andata sotto per un gol di El Hamadaoui al 23’ del primo tempo, non si scoraggia e, dopo che Robinho fallisce clamorosamente il gol del pari solo davanti a Stekelemburg, riporta il match in equilibrio grazie ad una zampata del solito Ibra, che dopo aver dimostrato di essere decisivo in campionato sembra aver imboccato la giusta strada anche in Europa.

Nello stesso girone, dopo il solito show mourinhano in conferenza stampa (il “fu” Balotelli ha ora il nome del giovane Pedro Leon), i merengues riescono ad ottenere i tre punti sul campo dell’Auxerre solo a nove minuti dalla fine grazie ad un gol del neo entrato Di Maria. Real 6, Milan 4, Ajax 1, Auxerre 0.

Il Chelsea riscatta la sconfitta subita in Premier dal City di Mancini, risolvendo con facilità la pratica Marsiglia, grazie ai gol di capitan Terry e di Anelka su rigore. A rendere meno pesante il passivo per i francesi ci pensano i tre legni colpiti dai blues nel secondo tempo. Chelsea e Spartak 6, Marsiglia e Zilina 0.

Anche l’altra squadra di Londra impegnata martedì sembra aver archiviato con molto anticipo la qualificazione al secondo turno. Dopo il 6-0 dell’esordio contro il malcapitato Braga, l’Arsenal trascinata dal giovanissimo Wilshere vince 3-1 a Belgrado contro il Partizan. Arsenal e Shaktar 6, Partizan e Braga 0.

Nel girone E, il Bayern, dopo aver faticato per un tempo, riesce a ribaltare il risultato sul campo del Basilea grazie alla doppietta di Schweinsteiger; mentre la Roma ancora fresca della vittoria sull’Inter, vince faticando più del previsto 2-1 sui romeni del Cluji. Bayern 6, Roma e Cluji 3, Basilea 0.

I campioni d’Europa dell’Inter esordiscono a San Siro rifilando un secco 4-0 ai tedeschi del Werder Brema, trascinati da un immenso Eto’o (tripletta per lui) e da un sempre geniale Sneijder autore di due assist e di un gol. Nell’altra partita del girone Tottenham batte Twente 4-1. Inter e Tottenham 4, Twente e Werder 1.

Il Barcellona dimostra di soffrire ancora una volta i russi del Rubin Kazan. Dopo la sconfitta al Camp Nou dell’anno scorso e il pareggio in trasferta, i ragazzi di Guardiola impattano 1-1 riuscendo a trovare la via del gol solo nel secondo tempo con David Villa. Il Panathinaikos perde a sorpresa 2-0 in casa dai danesi del Copenhagen incredibilmente in testa al girone. Copenhagen 6, Barcellona 4, Rubin Kazan 1, Panathinaikos 0.

Il Manchester senza Rooney riscatta l’opaca prova d’esordio (0-0 con i Rangers)andando a vincere 1-0 al Maestalla contro il Valencia capolista della Liga, grazie al gol del gioiellino Hernandez. Rangers Bursaspor 1-0 completa il girone C. Manchester e Rangers 4, Valencia 3, Bursaspor 0.

Chiudono il quadro le vittorie dello Schalke, 2-0 al Benfica, e del Lione 2-1 in Israele ai danni dell’Hapoel. Lione 6, Schalke e Benfica 3, Hapoel 0.

domenica 27 giugno 2010

Goodbye Capello, ai quarti va la Germania




di Jacopo Fontanelli


La partita che non ti aspetti. Una Germania devastante, fresca e brillante coi suoi giovani e naturalizzati talenti, e un'Inghilterra imbarazzante a cui sono tremate le gambe dal primo al novantesimo minuto. La nemesi storica si è consumata dopo 44 anni. Rewind. Era il 30 Luglio del 1966, quando a Wembley davanti a quasi centomila spettatori si giocava la finale del mondiale inglese. Inghilterra contro Germania: 4-2 il risultato finale per i padroni di casa, con un gol decisivo di Geoff Hurst al 10' del primo tempo supplementare. Il pallone però, ha avuto il demerito non sottolineato dal guardalinee russo Bakhramov, di non aver superato interamente la linea di porta. Inghilterra dunque campione con un gol irregolare, e Germania che ha dovuto subire l'onta di vedersi scippata di una coppa meritata. Oggi, 27 giugno 2010, la storia ha scritto la sua vendetta; sul punteggio di 2-1 per i tedeschi, Lampard supera Neuer con un pallonetto delizioso che rimbalza almeno un metro oltre la linea di porta. Esulta Capello, esultano i giocatori, ma né il guardalinee né l'arbitro corrono verso il centrocampo segnalando il gol. Si va al riposo sul punteggio di 2-1.

Al rientro dagli spogliatoi l'Inghilterra sembra esser entrata meglio in campo e sfiora due volte il pareggio con una traversa su punizione di Lampard, e un tiro di Milner che sarebbe finito in rete se non avesse sbattuto sulla schiena di Boateng. A metà ripresa due clamorose disattenzioni di Barry, avviano due contropiedi tedeschi perfettamente conclusi in rete dal talento del Bayern Monaco Muller. Finisce 4-1, con gli inglesi che dopo esser stati accreditati come grandi favoriti escono dal mondiale per l'ennesima volta a testa bassa.

La Germania continua a stupire e diventa adesso una validissima candidata alla vittoria finale; continua a stupire soprattutto vedere la lista dei convocati di Loew: giocatori giovani (Boateng, Neuer e Ozil su tutti), di talento, e spesso naturalizzati. Se prima si leggevano nomi come Jurgen, Lothar, Andreas, Gerd e Karl Heinz, adesso si trovano Samir, Serdar, Mezut, Miroslaw. La dimostrazione migliore che là dove non ci sono polemiche interne su chi tifa contro e chi non canta l'inno, e là dove non ci si scandalizza per la presenza o meno di oriundi, si ottengono anche dei risultati migliori.

Infine, è assolutamente inconcepibile come nel 2010 non si riesca a trovare un modo per garantire una, se non assoluta, quantomeno migliore, regolarità alle partite di calcio. Dal tennis al basket passando per il rugby, tutti gli sport si sono dotati della moviola in campo per aiutare gli arbitri a prendere le decisioni migliori. Solo Platinì e Blatter da questo orecchio sembrano non volerci sentire.

domenica 20 giugno 2010

Brutta Italia, con la Nuova Zelanda è 1-1



di Jacopo Fontanelli


Era sicuramente la partita più facile del girone, contro una squadra che non può impensierire i campioni del mondo. Ma il calcio è strano, e le cose che sembrano facili spesso risultano le più difficili. Lippi schiera la stessa formazione del match d’esordio, con la variante di Marchisio largo sulla fasce invece che dietro le punte. L’inizio è lento, e al 6’ Smeltz su una carambola in area riesce a mettere il pallone alle spalle dell’incolpevole Marchetti. La posizione del numero nove neozelandese è leggermente in fuorigioco ma l’Italia deve sicuramente essere più attenta sulle palle inattive. Due gol presi ed entrambi da calcio piazzato.

Ci si aspetta la reazione veemente degli azzurri, ma le gambe non girano e anche la motivazione non sembra essere un’arma a favore degli undici di Lippi. Al 16’ Chiellini ha la palla buona, ma da ottima posizione spreca calciando addirittura in fallo laterale. Zambrotta al 21’ sfiora l’incrocio con un missile dal limite dell’area. Ancora cinque minuti dopo, il viola Montolivo con un tiro dai trenta metri colpisce il palo interno. Il gol è nell’aria, ma le occasioni non sono mai limpide ma frutto di giocate individuali.

Al 28’ una trattenuta su De Rossi induce l’arbitro, su segnalazione del guardalinee, a fischiare il calcio di rigore. Iaquinta spiazza il portiere e porta l’Italia in parità. Al rientro dagli spogliatoi Lippi lascia Pepe e un impalpabile Gilardino in panchina, e fa entrare Camoranesi e Di Natale. Nel secondo tempo è paradossalmente la Nuova Zelanda a sfiorare il vantaggio con un destro del neo entrato Wood che esce di un’inezia.

Italia troppo brutta per essere vera, ora basta una vittoria con la Slovacchia per essere sicuri di passare il turno (ma probabilmente incontreremmo l’Olanda), o anche un pareggio a patto che la Nuova Zelanda perda col Paraguay.


Marchetti sv.: praticamente mai impegnato
Zambrotta 6, spinge ma con poca precisione. Lontano parente del Zambrotta mondiale.
Chiellini 5,5, la coppia con Cannavaro dà la stessa sensazione di insicurezza che dava nella Juventus
Cannavaro 5, meno preciso di Chiellini
Criscito 5, si fa saltare troppe volte dal suo diretto avversario
De Rossi 6, ha il merito di procurarsi il calcio di rigore, e di provarci qualche volta da fuori
Montolivo 6,5, il migliore degli azzurri. Due tiri da fuori, un palo e un miracolo del portiere Paston
Marchisio 5, non si capisce perché Lippi continui ad insistere su di lui
Pepe 5,5, corre come sempre, ma corre male.
Camoranesi 4, non azzecca un passaggio. Sbaglia l’impossibile e si innervosisce spesso
Iaquinta 6, si prende la responsabilità di tirare il rigore. Lo calcia con freddezza, spiazzando il portiere, ma combina poco altro.
Pazzini sv. Tocca due palloni e sbaglia entrambi gli appoggi per i compagni
Gilardino 5, il suo mondiale potrebbe essere finito qui.
Di Natale 6, porta un po’ di vivacità. Ma troppo poco per risvegliare un’Italia abulica.

lunedì 14 giugno 2010

De Rossi toglie l'Italia dai Guay: 1-1



di Jacopo Fontanelli

L’Italia comincia il suo cammino mondiale con un pareggio, proprio come aveva finito quello vittorioso del 2006. Saranno pochi i giornalisti che dovranno cambiare mestiere; la formazione di mister Lippi è quella prevista, un 4-3-3 con Pepe e Iaquinta sulle fasce, che all’occorrenza si trasforma in 4-2-3-1 con l’avanzamento di Marchisio nel ruolo di incursore dietro all’unica punta Gilardino. Ritmi blandi almeno in avvio, per vedere il primo tiro si deve aspettare il 22’ quando il Paraguay si affaccia dalle parti di Buffon, spaventando la difesa azzurra con un rasoterra che per fortuna esce di molto alla destra del portiere.

L’arbitro messicano Archundia fischia poco, ma da una delle punizioni fischiate in favore dei sudamericani nasce il gol di Alcaraz al 39’ minuto, che svetta di testa in mezzo a De Rossi e Cannavaro. Al rientro dagli spogliatoi Lippi è costretto a sostituire Buffon per un problema alla schiena, facendo debuttare il cagliaritano Marchetti. La reazione dell’Italia è confusa e bisogna aspettare l’entrata di Camoranesi, entrato al posto di uno spento Marchisio, per ridisegnare sul campo un modulo che non stava funzionando nella maniera sperata. Al 63’, su angolo perfettamente calciato da Pepe, Daniele De Rossi in spaccata pareggia i conti sfruttando una uscita a vuoto del portiere Villar. Con l’entrata di Di Natale al posto di Gilardino, gli azzurri si rendono ancora più pericoloso sfiorando il gol con un tiro di Montolivo da fuori area messo in angolo dal portiere paraguaiano che ha così l’occasione di riscattarsi per l’errore precedente.

Gli ultimi minuti scorrono via senza particolari sussulti, e soprattutto il Paraguay dà l’idea di accontentarsi del pareggio con la squadra campione del mondo. Un’Italia dalle due facce, brutta e abulica quella del primo tempo, pimpante e vivace quella del secondo; troppo poco per far sognare i propri tifosi come quattro anni fa, ma sicuramente si è visto qualcosa di più di quello che tanti si aspettavano.


Buffon 6; praticamente mai impegnato e incolpevole sul gol.
Marchetti sv.
Zambrotta 5,5; spinge poco e con poca convinzione.
Cannavaro 6; Non è il Cannavaro deludente dell’ultima stagione bianconera, ma è anche lontano parente del Cannavaro ammirato ai mondiali tedeschi
Chiellini 6; Senza infamia e senza lode, controlla Barrios e Valdez senza troppi problemi, ma in alcuni disimpegni appare insicuro
Criscito 6,5; Non sembra aver risentito dell’emozione dell’esordio, è uno stantuffo continuo. Potrebbe essere la sorpresa di questo mondiale
De Rossi 7; Perde Alcaraz in compartecipazione con Cannavaro nell’occasione del gol, ma è padrone del centrocampo azzurro, e il suo gol nell’economia del mondiale può avere un peso decisivo. Il migliore.
Montolivo 6,5; Gioca un’infinità di palloni, e lo fa con precisione. E’ l’unico a tirare in porta e a spaventare il portiere avversario
Marchisio 5; Mai in partita. Spento e confuso. Avrà tempo per rifarsi
Pepe 7; Il migliore insieme a De Rossi. Corre, lotta, ha gamba e si vede, preziosi i suoi cross. Perfetto quello da cui nasce il gol del pari
Camoranesi 5,5; Entra e parte bene, allargando il gioco sulla destra, poi si innervosisce e rimedia un giallo evitabile, rischiando anche il rosso.
Iaquinta 5; Mai un tiro, mai un dribbling, mai una sponda. Serata no per lui e il suo compagno d’attacco
Gilardino 5; Come Iaquinta.
Di natale 6,5; Porta vivacità all’attacco, allarga benissimo il gioco trovando sempre Pepe smarcato segno che l’intesa costruita nell’Udinese può essere riproposta anche in nazionale.

Andrea Carnevale a RomaCaffè


Andrea Carnevale, ex attaccante di Roma e Napoli e attualmente dirigente dell'Udinese, è intervenuto questa mattina ai microfoni di RomaCaffè, trasmissione in onda dal lunedì al venerdì su Radio Powerstation FM 100.5.


Quale sarà il futuro di Antonio Di Natale? Potrebbe lasciare Udine?


Totò non si muove da Udine, ama la città e qui si trova molto bene, sia lui che la sua famiglia. Smentisco le voci che lo danno in partenza e, anzi, per lui potrebbe esserci un futuro come dirigente una volta conclusa la carriera da giocatore.


Un altro giocatore che accende il calciomercato è Isla, più volte accostato alla Roma...


Il ragazzo è forte e non penso si muoverà da Udine, al momento non ci sono trattative in corso e non mi risulta ci siano state offerte da parte della Roma


Sempre sull'asse Roma-Udine: quale sarà il futuro di Marco Motta?


Penso che Motta verrà riscattato dall'Udinese per esser poi successivamente girato ad un'altra squadra. La Juventus è una destinazione possibile

venerdì 11 giugno 2010

Mondiali 2010, tutte le partite trasmesse in chiaro dalla RAI

Il calendario delle partite Rai

11 giugno: SUDAFRICA-MESSICO (ore 16.00)
12 giugno: INGHILTERRA-USA (ore 20.30)
13 giugno: AUSTRALIA-GERMANIA (ore 20.30)
14 giugno: ITALIA-PARAGUAY (ore 20.30)
15 giugno: BRASILE-COREA DEL NORD (ore 20.30)
16 giugno: SUDAFRICA-URUGUAY (ore 20.30)
17 giugno: FRANCIA-MESSICO (ore 20.30)
18 giugno: INGHILTERRA-ALGERIA (ore 20.30)
19 giugno: CAMERUN-DANIMARCA (ore 20.30)
20 giugno: ITALIA-NUOVA ZELANDA (ore 16.00)
21 giugno: SPAGNA-HONDURAS (ore 20.30)
22 giugno: GRECIA-ARGENTINA (ore 20.30)
23 giugno: GERMANIA-GHANA (ore 20.30)
24 giugno: SLOVACCHIA-ITALIA (ore 16.00)
25 giugno: CILE-SPAGNA (ore 20.30)
OTTAVI DI FINALE: 4 partite
QUARTI DI FINALE: 2 partite
SEMIFINALI
FINALE 3°/4° posto
FINALE

Mondiali: il girone dell'Italia


di Jacopo Fontanelli


Si apre oggi alle 16.00, con la partita Sud Africa-Messico, allo stadio “Soccer City” di Johannesburg, la diciannovesima edizione dei mondiali di calcio. Il sorteggio del 4 dicembre scorso ha inserito gli azzurri nel gruppo F, insieme a Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia. Sarebbe sicuramente potuta andare peggio, avendo infatti evitato veri e autentici spauracchi come la Serbia di Stankovic e il Portogallo di Cristiano Ronaldo.

Il Paraguay, che l'Italia affronterà nell'esordio del 14 giugno a Città del Capo, si è sorprendentemente qualificato come secondo nel girone sudamericano, rimanendo dietro soltanto al Brasile di Dunga. La squadra di Gerardo Martino, si schiera con un classico 4-4-2, veloce ed aggressivo; l'Italia dovrà stare attenta in fase difensiva cercando di controllare gli inserimenti di Vera e Santana e di limitare al massimo i rifornimenti per le due temibilissime punte Santa Cruz e Barrios. La difesa non è sempre impeccabile e soffre gli attaccanti piccoli e veloci, motivo per cui potrebbe essere la partita adatta per un giocatore di talento come Antonio di Natale.

La Nuova Zelanda verrà invece affrontata il 20 a Nelspruit; si tratta sicuramente di una delle squadre più deboli del torneo, e il problema per l'Italia non sarà solo quello di ottenere i tre punti, ma anche quello di segnare il maggior numero di gol possibile, per avere una migliore differenza reti nel caso di arrivo a pari punti con una delle altre pretendenti alla qualificazione. L'ultimo precedente, risalente ad una amichevole dello scorso anno, è incoraggiante: finì 4-3 per gli azzurri.

Nella terza e ultima partita del girone, il 24 giugno a Johannesburg, l'Italia dovrà vedersela con la rivelazione Slovacchia. La squadra di Vladimir Weiss, è alla sua prima partecipazione ad un Mondiale, ma questo non è un buon motivo per sottovalutarla. Si è infatti classificata come prima nel suo girone di qualificazione, mettendo dietro a sè squadre con molta più esperienza internazionale come Polonia e Repubblica Ceca. La difesa ruvida e rocciosa è affidata a Skertel (centrale del Liverpool), ma il giocatore più temibile è sicuramente Marek Hamsik; attenzione anche al giovane centrocampista offensivo Weiss omonimo e figlio del ct.

giovedì 10 giugno 2010

Mondiali 2010, il calendario completo


GRUPPO A
11/6 a Johannesburg (16:00) Sudafrica – Messico (partita inaugurale)
11/6 a Citta’ del Capo (20:30) Uruguay – Francia
16/6 a Pretoria (20:30) Sudafrica – Uruguay
17/6 a Polokwane (13:30) Francia – Messico
22/6 a Rustenburg (16:00) Messico – Uruguay
22/6 a Bloemfontein (16:00) Francia – Sudafrica

GRUPPO B
12/6 a Johannesburg (13:30) Argentina – Nigeria
12/6 a Port Elizabeth(16:00) Corea del Sud – Grecia
17/6 a Bloemfontein (16:00) Grecia – Nigeria
17/6 a Johannesburg (20:30) Argentina – Corea del Sud
22/6 a Durban (20:30) Nigeria – Corea del Sud
22/6 a Polokwane (20:30) Grecia – Argentina

GRUPPO C
12/6 a Rustenburg (20:30) Inghilterra – Stati Uniti
13/6 a Polokwane (16:30) Algeria – Slovenia
18/6 a Johannesburg (16:00) Slovenia – Stati Uniti
18/6 a Citta’ del Capo (20:30) Inghilterra – Algeria
23/6 a Port Elizabeth (16:00) Slovenia – Inghilterra
23/6 a Pretoria (16:00) Stati Uniti – Algeria

GRUPPO D
13/6 a Durban (16:00) Germania – Australia
13/6 a Pretoria (20:30) Serbia – Ghana
18/6 a Port Elizabeth (13:30) Germania – Serbia
19/6 a Rustenburg (13:30) Ghana – Australia
23/6 a Johannesburg (20:30) Ghana – Germania
23/6 a Nelspruit (20:30) Australia – Serbia

GRUPPO E
14/6 a Johannesburg (13:30) Olanda – Danimarca
14/6 a Bloemfontein (16:00) Giappone – Camerun
19/6 a Durban (16:00) Olanda – Giappone
19/6 a Pretoria (20:30) Camerun – Danimarca
24/6 a Rustenburg (20:30) Danimarca – Giappone
24/6 a Citta’ del Capo (20:30) Camerun – Olanda

GRUPPO F
14/6 a Citta’ del Capo (20:30) Italia – Paraguay
15/6 a Rustenburg (13:30) Nuova Zelanda – Slovacchia
20/6 a Bloemfontein (13:30) Slovacchia – Paraguay
20/6 a Nelspruit (16:00) Italia – Nuova Zelanda
24/6 a Johannesburg (16:00) Slovacchia – Italia
24/6 a Polokwane (16:00) Paraguay – Nuova Zelanda

GRUPPO G
15/6 a Port Elizabeth (16:00) Costa d’Avorio – Portogallo
15/6 a Johannesburg (20:30) Brasile – Corea del Nord
20/6 a Johannesburg (20:30) Brasile – Costa d’Avorio
21/6 a Citta’ del Capo (13:30) Portogallo – Corea del Nord
25/6 a Durban (16:00) Portogallo – Brasile
25/6 a Nelspruit (16:00) Corea del Nord – Costa d’Avorio

GRUPPO H
16/6 a Nelspruit (13:30) Honduras – Cile
16/6 a Durban (16:00) Spagna – Svizzera
21/6 a Port Elizabeth (16:00) Cile – Svizzera
21/6 a Johannesburg (20:30) Spagna – Honduras
25/6 a Pretoria (20:30) Cile – Spagna
25/6 a Bloemfontein (20:30) Svizzera – Honduras

OTTAVI DI FINALE
26/6 a Port Elizabeth (16:00) 1A – 2B (= 1 nel calendario dei quarti di finale)
26/6 a Rustenburg (20:30) 1C – 2D (= 3)
27/6 a Bloemfontein (16:00) 1D – 2C (= 4)
27/6 a Johannesburg (20:30) 1B – 2A (= 2)
28/6 a Durban (16:00) 1E – 2F (= 5)
28/6 a Johannesburg (20:30) 1G – 2H (= 7)
29/6 a Pretoria (16:00) 1F – 2E (= 6)
29/6 a Citta’ del Capo (20:30) 1H – 2G (= 8)

QUARTI DI FINALE
2/7 a Port Elizabeth (16:00) 5 – 7 (= C nel calendario delle semifinali)
2/7 a Johannesburg (20:30) 1 – 3 (= A)
3/7 a Citta’ del Capo (16:00) 2 – 4 (= B)
3/7 a Johannesburg (20:30) 6 – 8 (= D)

SEMIFINALI
6/7 a Citta’ del Capo (20:30) A – C (= W1)
7/7 a Durban (20:30) B – D (= W2)

FINALE TERZO POSTO
10/7 a Port Elizabeth (20:30) L1 – L2

FINALE
11/7 a Johannesburg (20:30) W1 – W2

lunedì 7 giugno 2010

Mondiali 2010, i numeri dicono Argentina

Albo d'Oro della Coppa del Mondo dal 1962 ad oggi:

• 1962 Brasile
• 1966 Inghilterra
• 1970 Brasile
• 1974 Germania O.
• 1978 Argentina
• 1982 Italia
• 1986 Argentina
• 1990 Germania O.
• 1994 Brasile
• 1998 Francia
• 2002 Brasile
• 2006 Italia

Dal 1962 ad oggi i Mondiali di calcio vengono vinti in modo alternato da una squadra europea e da una squadra sudamericana. Allo stesso modo si alternano tra loro le squadre sudamericane, Brasile e Argentina, vincendo due edizioni di seguito (separate da una vittoria europea) ognuna. Stando a questo dato, essendosi concluso il ciclo di due vittorie del Brasile nel 2002 e avendo vinto l’Italia nel 2006, l’edizione 2010 della Coppa del Mondo dovrebbe andare all’Argentina…

Marco Eremita

domenica 6 giugno 2010

Mercato Mondiale


di Jacopo Fontanelli

Per tutti quei tifosi che non sono riusciti a resistere neanche un mese senza calcio giocato, l'11 giugno comincerà finalmente il mondiale sudafricano. La rassegna iridata è da sempre una vetrina importante anche in chiave mercato; fra giocatori già noti, e giocatori “sconosciuti" che si metteranno in luce, si può senza dubbio dire che gli operatori di mercato hanno di che stare attenti. Nel capitolo dei grandi nomi, questo, non sembra essere il mercato adatto per dei trasferimenti epocali; dopo l'incetta di campioni dell'anno scorso da parte del Real Madrid, le squadre che potranno permettersi acquisti stellari saranno le solite 3 – 4. Il Barcellona ha già ufficializzato l'acquisto di David Villa dal Valencia per 50 milioni di euro, e sta trattando, con ottime possibilità di riuscita, anche l'acquisto di Cesc Fabregas dall'Arsenal; tanto per mantenersi la squadra più forte del mondo e per continuare a darsi una marcata impronta spagnola. Il Real del neo allenatore Mourinho, ha un budget di 100 milioni, con i quali cercherà di convincere Roma e Lazio a cedere De Rossi (operazione praticamente impossibile) e Kolarov (impegnato nel mondiale con la Serbia).

Anche l'Inter fresca campione d'europa, avrà i fari puntati sul mondiale, aspettando notizie da Gerrard o Mascherano, per il centrocampo, e da Kuyt per l'attacco, tutte trattative facilitate dal quasi certo arrivo sulla panchina neroazzurra di Rafa Benitez. In Inghilterra dopo anni di mercati trascendentali, quest'anno il rischio è di rimanere al palo, causa la difficoltà economica in cui si trovano alcune delle squadre storiche della Premier. Il Manchester e il Liverpool sono sommerse dai debiti, le uniche che possono spendere sono il solito Chelsea, con uno scontento Ibrahimovic e Aguero nel mirino, e il Manchester City di Mancini, che pur potendo contare su un budget quasi illimitato riscontra sempre poco gradimento da parte dei giocatori. Capitolo a parte merita l'Arsenal si è sempre distinta per un mercato all'insegna delle cessioni importanti per poter puntare sui migliori giovani in circolazione.

A proposito dei giovani, cerchiamo di fare una breve panoramica su quelle che possono essere le stelle meno attese di questo mondiale. Da tenere d'occhio il tridente del Messico: Giovani dos Santos (stellina ex-Barcellona), Javier Hernandez, un promettente classe 88 del Manchester United e Carlos Vela, attaccante dell'89 dell'Arsenal. Rimanendo nel continente americano, meritano una citazione due giovanissimi giocatori del cile: Fabian Orellana ventitreenne attaccante dello Xerez, e il nino meraviglia Sanchez dell'Udinese. Non parte poi come titolare, ma potrebbe essere il vero crack di questo mondiale Javier Pastore dell'Argentina.

Attenzione poi a Dominic Adiyiah, ghanese capocannoniere del mondiale under 20 acquistato dal Milan lo scorso gennaio e a Andrè Ayew, trequartista ventenne sempre ghanese figlio dell'ex granata Abedì Pelè.

Concludendo con i migliori talenti europei, si dice un gran bene del terzino (all'occorrenza anche centrale) ventunenne dell'Ajax Van der Wiel, e del centrale tedesco Boateng dell'Amburgo; un'ala molto promettente è il ventenne greco Sotiris Ninis (cercato in gennaio anche da un paio di squadre italiane), e a centrocampo per un promettente futuro di fanno i nomi di Vladimir Weiss, che ci troveremo di fronte con la Slovacchia, e di Rene Krhin centrocampista difensivo della Slovenia molto stimato da Mourinho nei suoi trascorsi neroazzurri.

lunedì 31 maggio 2010

Dopo il viola per Prandelli c'è l'azzurro

di Jacopo Fontanelli

Il dopo Lippi ha finalmente un volto: Cesare Prandelli. Il presidente della FIGC Abete, aveva promesso che il nome sarebbe stato svelato entro l'8 giugno e così è stato. Nella giornata di domenica l'ex allenatore della Fiorentina ha firmato un quadriennale da 1,2 milioni di euro a stagione, lasciando vuota la panchina della Fiorentina, che l'ha prontamente rimpiazzato con il serbo Mihajilovic.

La presentazione del neo ct ci sarà ovviamente a Mondiale finito per non mancare di rispetto all'attuale mister azzurro che ci si augura possa portare l'Italia più avanti possibile e regalarci un altro cammino vincente come quello del 2006. L'11 agosto invece, è prevista la prima partita amichevole contro una tra Polonia ed Ucraina; mentre per l'esordio ufficiale bisognerà attendere il 3 settembre, dove a Tallin contro l'Estonia comincerà il cammino delle qualificazioni all'Europeo del 2012.

La scelta di Prandelli sembra davvero aver messo d'accordo tutti; è stata una scelta accolta con soddisfazione sia da alcuni degli attuali convocati per il Sudafrica, De Rossi e Gilardino su tutti che lo considerano l'uomo giusto per aprire un nuovo ciclo, sia anche dallo stesso Lippi e dal presidente dell'Associazione Italiana Allenatori Renzo Ulivieri, il quale ha dichiarato:” E' una scelta condivisibile, sia per capacità che per personalità. Occorreva un ct con personalità pacata e misurata e lui ce l'ha”.

Già circolano i nomi dei possibili convocati: chiuso il ciclo col mondiale, è evidente a tutti che questa sia un'Italia che necessiti di una forte operazione di ringiovanimento. Si ripartirà dai De Rossi, Chiellini, Gilardino e Marchisio, a cui si affiancheranno i migliori giovani che si metteranno in luce nei due anni che ci porteranno all'Europeo, senza per questo dimenticare quei giocatori di talento che per un motivo o per un altro sono rimasti a casa. Cassano e Miccoli su tutti.

domenica 23 maggio 2010

Bayern-Inter 0-2, la Champions l'ultimo regalo di Mou



di Jacopo Fontanelli
Bayern-Inter 0-2, la Champions l'ultimo regalo di Mou

Chiamatelo Special Three. Era stato preso per questo si diceva, per riportare a Milano la coppa che mancava da 45 anni, e in due anni è riuscito là dove aveva fallito un numero quasi illimitato di allenatori. La tripletta, storica per il calcio italiano, si è materializzata alla fine di una partita in cui il copione era quello atteso da molti: Inter a lasciare il possesso palla ai tedeschi e pronta a colpire in contropiede con le frecce del suo attacco stellare.

Ritmi blandi, quasi per tutta la durata del match; i bavaresi arrivano con una certa facilità sulla trequarti avversaria ma non riescono a pungere, e quando lo fanno trovano un pronto e reattivo Julio Cesar, che con almeno due parate riscatta forse la stagione meno brillante da quando veste la casacca nerazzurra. Il primo lampo che scuote il Bernabeu arriva al 35' del primo tempo, quando Milito chiude una perfetta triangolazione con Sneijder e, dopo aver messo a sedere Butt, insacca la palla in fondo alla rete. La reazione tedesca non è veemente come ci si potrebbe aspettare, almeno fino all'inizio del secondo tempo, quando nell'arco dei primi 15 minuti prima Muller e poi Robben spaventano la difesa dell'inter con due conclusioni che solo un attentissimo Julio Cesar riesce a neutralizzare. Proprio quando tutti si attendevano l'assalto finale all'arma bianca della squadra di Van Gaal, al 70' minuto su perfetta imbeccata di Eto'o, il principe nerazzurro diventa re, saltando il suo diretto avversario e depositando per la seconda volta nel sacco. Da questo momento in poi è solo controllo, attesa e gioia prima del triplice fischio che i tifosi sognavano da troppo tempo; tutti in campo per la festa, piange Mourinho, piange il capitano Zanetti, forse il giocatore che più di tutti meritava di alzare sotto il cielo spagnolo la coppa più importante.

Finita la partita, Mou conferma quella notizia che era nell'aria da giorni e che i tifosi dell'Inter non avrebbero mai voluto sentire. Scena già vista col Porto: addio deciso prima di una finale vinta. E' questo l'ultimo regalo, chiamatelo il fascino discreto della scaramanzia.

mercoledì 19 maggio 2010

Speciale Champions League: la finale


Bayern Monaco-Inter

Per entrambe le squadre potrebbe essere la stagione perfetta: campionato vinto, coppa nazionale vinta e come ciliegina sulla torta sabato sera, nello stupendo scenario del Santiago Bernabeu di Madrid, la vittoria della Champions League; solo una squadra però tornerà in patria con la tanto ambita tripletta (o der Tripel per i tedeschi). Agli sconfitti resterà comunque la consapevolezza di aver fatto una grande stagione contro ogni pronostico: infatti dopo la qualificazione per gli ottavi di finale, in pochi avrebbero scommesso sulle due future finaliste, che avevano stentato non poco nella prima parte del torneo, qualificandosi solo all ultima giornata dei rispettivi gironi.

Ma andiamo con ordine ripercorrendo il cammino delle due squadre dalla fase eliminatoria fino alla finale.

La strada per arrivare a Madrid

Bayern Monaco e Inter, collocate rispettivamente nel gruppo A ed F dei gironi di qualificazione, si sono entambe qualificate per seconde, e non senza difficoltà, alle spalle di Bordeaux e Barcellona. Se il gruppo dei nerazzurri poteva apparire abbastanza agevole, con Barcellona e Inter superfavorite rispetto a Rubin Kazan e Dinamo Kiev, lo stesso non si può dire per il gruppo A del Bayern: i bavaresi infatti dopo un inizio incerto, sono andati a giocarsi la qualificazione all' ultima giornata a Torino contro la Juventus, vincendo tra la nebbia piemontese per 4 a 1; qualificazione raggiunta all' ultima giornata anche per la squadra di Mourinho che battendo in casa per 2 a 0 il Rubin (gol di Eto'o e Balotelli), ha raggiunto gli ottavi di finale.

Ottavi di finale suggestivi per Jose Mourinho, che, dopo il sorteggio di Nyon, si trova di fronte il Chelsea, sua ex squadra; i nerazzurrui sconfiggono due volte gli inglesi, 2 a 1 a Milano e 1 a 0 a Londra, e...

lunedì 17 maggio 2010

Il resoconto dell' ultima giornata di Serie A



Risultati 38^ giornata:

Atalanta-Palermo 1-2
Bari-Fiorentina 2-0
Cagliari-Bologna 1-1
Catania-Genoa 1-0
Chievo-Roma 2-0
Lazio-Udinese 3-1
Milan-Juventus 3-0
Parma-Livorno 4-1
Sampdoria-Napoli 1-0
Siena-Inter 0-1


Gli anticipi
L' ultima giornata del campionato di Serie A si apre sabato sera con due anticipi serali, Lazio-Udinese e Milan-Juventus. Allo stadio Olimpico i biancocelesti di Reja si impongono sui rivali dell' Udinese per tre a uno, grazie alle reti del tedesco Hitzlsperger (prima rete in Serie A per lui), Floccari e Brocchi; per l' Udinese va a segno Di Natale che conquista anche il titolo di capocannoniere (29 gol). Contemporaneamente alla sfida dell' Olimpico, a Milano va di scena il match tra Milan e Juventus: ad inizio anno in molti avrebbero pronosticato che questo match sarebbe valso un posto per i piani alti della classifica, ma,complice la difficile annata dei bianconeri, la partita del Meazza sarà ricordata soprattutto per essere stata l' ultima gara da allenatore del Milan per Leonardo. Il risultato finale di tre a zero per i rossoneri, certifica ancor di più la pessima stagione degli juventini, pronti il prossimo anno a grandi cambiamenti.


Le sfide-scudetto

Gli occhi di quasi tutta Italia sono puntati principalmente su due campi: Siena, per Siena-Inter, e Verona, per Chievo-Roma. I giallorossi dominano il primo tempo al Bentegodi, passano in vantaggio al trennovesimo minuto con Vucinic, e mettono al sicuro il risultato allo scadere della prima frazione con un gran gol di De Rossi. Il secondo tempo...

lunedì 12 aprile 2010

Il resoconto della 33^ giornata di Serie A



Il resoconto della 33^ giornata di Serie A


Risultati 33^ giornata:


Bologna-Lazio 2-3


Fiorentina-Inter 2-2


Juventus-Cagliari 1-0


Livorno-Udinese 0-2


Milan-Catania 2-2


Napoli-Parma 2-3


Palermo-Chievo Vr. 3-1


Roma-Atalanta 2-1


Sampdoria-Genoa 1-0


Siena-Bari 3-2


Gli anticipi


Trentareesima giornata caratterizzata da forti emozioni già a cominciare dai due anticipi di sabato; alle 18.00 di scena al San Paolo di Napoli la partita tra i padroni di casa e il Parma di Giudolin ancora in corsa per un posto in Europa League. Dopo aver chiuso il primo tempo in svantaggio per uno a zero, i gialloblu, guidati da un ottimo Hernan Crespo (entrato a inizio ripresa), ribaltano il risultato, si impongono per tre a due e continuano a sognare un posto in Europa. Il posticipo serale invece, mette di fronte Fiorentina e Inter, due squadre con diverse ambizioni, ma entrambe spinte da grandi motivazioni; il match finisce in parità (2-2) e per l' Inter è l' ennesima occasione sprecata in un girone di ritorno di certo non all' altezza della squadra nerazzurra. Continuano i problemi per Julio Cesar che dopo l' errore contro la Roma (gol di De Rossi) continua a manifestare problemi, soprattutto nelle uscite.


Le partite della domenica


Domenica undici Aprile è una data che i tifosi giallorossi difficilmente dimenticheranno: la squadra di Ranieri infatti, grazie alla vittoria per due a uno sull' Atalanta, scavalca l' Inter e raggiunge solitaria la testa della classifica. La partita però è più complicata del previsto e l' Atalanta, nonostante una classifica deficitaria, dimostra di essere ancora in corsa per la salvezza. Ennesimo pareggio invece per il Milan, che dopo essere andato in svantaggio di due gol contro il Catania, riesce a...

domenica 11 aprile 2010

IL MANCHESTER NON TIENE, CHELSEA VERSO IL DOUBLE LO UNITED PAREGGIA CONTRO IL BLACKBURN, I BLUES IN FINALE DI COPPA PROVANO L’ACCOPPIATA


Dopo la bruciante esclusione al cardiopalma contro il Bayern Monaco in champions il Manchester rischia di rimanere a secco di trofei questa stagione.
Orfani di Rooney, ancora out dopo il riacutizzarsi del dolore alla caviglia nell’incontro di coppa, i Red Devils non trovano la lucidità giusta per vincere in casa del Blackburn, undicesimo in classifica e matematicamente salvo a poche giornate ormai dal termine.
All’Edwood Park va in scena una partita non brillantissima, in cui lo United non riesce ad imporre il proprio gioco e a trovare il gol che sarebbe potuto valere tre punti fondamentali per la squadra di Ferguson, che ora si ferma a 73 punti dopo 34 partite.
Un risultato che ha fatto felici tutti a Londra, dove il Chelsea (che deve recuperare una partita), dopo aver festeggiato la vittoria contro l’Aston Villa in semifinale di FA Cup (in finale incontrerà il Portsmouth, che nonostante debiti ingenti e...

mercoledì 7 aprile 2010

Speciale quarti di Champions League: CSKA Mosca-Inter e Barcellona-Arsenal.

Pronostici rispettati in pieno nel ritorno dei primi due quarti di finale di Champions League; nel pomeriggio l' Inter batte per uno a zero, grazie a un gol di Sneijder, il CSKA, mentre alle 20.45 al Camp Nou va di scena il "Leo Messi Show": l' argentino infatti segna quattro gol all' Arsenal, e regala la terza semifinale negli ultimi tre anni al Barcellona.

CSKA MOSCA-INTER

Dopo anni di tentativi falliti, di sconfitte inaspettate (Valencia e Villareal), e cocenti delusioni, l'Inter raggiunge la semifinale di Champions League. Grande merito dell' ottimo cammino europeo dei nerazzurri è sicuramente di Jose Mourinho: il tecnico lusitano infatti si presenta anche a Mosca con le tre punte (Milito, Eto'o e Pandev) più Snejider e con un centrocampo altrettanto offendivo con Stankovic al posto di Thiago Motta. L'Inter, nonostante un ottimo avvio dei padroni di casa, ipoteca la qualificazione già dopo sei minuti grazie a un gol su punizione di Wesley Sneijder, sul cui tiro trova la complicità del distratto portiere russo Akinfeev. I padroni di casa cercano in tutti i modi di riaprire la partita ma è l'Inter ad essere ancora pericolosa con Milito.

Nel secondo tempo i nerazzurri vanno spesso vicino al raddoppio, sia con Stankovic che con Sneijder, ma è Milito ad avere l' occasione più ghiotta per portare la propria squadra sul due a zero: il Principe, ben innescato da Eto'o, si fa ipnotizzare da Akinfeev e a tu per tu col portiere russo calcia centralmente. Nei minuti finali il CSKA cerca timidamente di portare pericoli alla porta di Julio Cesar ma, nonostante qualche buona azione di Dzagoev e M. Gonzales, il risultato non cambia.

Vittoria e passaggio del turno meritati per i nerazzuri a cui ora aspetta l' esame più difficile: in semifinale infatti affronterà il Barcellona campione d' Europa.

BARCELLONA-ARSENAL

La partita del Camp Nou potrebbe sintetizzarsi così: Leo Messi-Arsenal 4-1. E pensare che era stato l'Arsenal a passare in vantaggio per primo, sfruttando una disattenzione difensiva di G. Milito e andando a segno col danese Bendtner. Il sogno degli inglesi è durato ben poco però, giusto il tempo di mettere la palla al centro, passarla a Messi e la partita era di nuovo in parità. Il primo tempo del Barcellona fa capire a tutta l'Europa calcistica che sono ancora i blaugrana la squadra da battere e che, con un Messi in quaste condizioni (tre gol in venticinque minuti), l'Inter dovrà fare la partita perfetta per sperare di raggiungere la finale di Madrid.

Il secondo tempo viaggia su ritmi più bassi rispetto al primo; Wenger cerca di mischiare le carte gettando Eboue ed Eduardo nella mischia, e spostando Sagna al centro della difesa, ma i risultati non si vedono; anzi è il Barcellona a segnare la quarta rete, sempre con Messi che infila Almunia sotto le gambe, dopo un grande assist di Xavi.

Il Barcellona stravince contro un' ottima squadra come l'Arsenal, ma la cosa più importante è che lo fa senza quattro titolari: infatti contro i "gunners" mancavano i difensori Puyol e Pique, il centrocampista Iniesta (entrato solo gli ultimi cinque minuti) e Ibrahimovic in attacco. Guardiola puo essere più che soddisfatto della prova dei suoi anche in vista del super-classico di sabato contro il Real Madrid.

Francesco Perugini

venerdì 26 marzo 2010






Speciale big match Roma-Inter: attaccanti a confronto Vucinic vs Eto'o



Dieci gol in campionato per Eto'o, nove per Vucinic, Roma-Inter è anche la sfida tra due grandi attaccanti, entrambi in un ottimo momento di forma; se il 2010 non era cominciato nel migliore dei modi per il camerunense dell' Inter, con tanti problemi fisici dovuti anche alla partecipazione alla Coppa d' Africa, altrettanto non può dirsi per il montenegrino, autore di sei gol nel nuovo anno, compresa la splendida tripletta rifilata all' Udinese.


Le carriere

Nonostante le carriere dei due bomber possano sembrare molto diverse, con Eto'o abituato da sempre a grandi palcoscenici già prima di venire in Italia, e Vucinic che a differenza del camerunense è esploso nel nostro campionato, entrambi hanno fatto anni di gavetta in squadre minori prima di arrivare nel calcio che conta.

Samuel Eto'o inizia la sua carriera nel Real Madrid dove però non riesce mai a dimostrare le sue doti, e infatti viene ceduto, prima in prestito al Lèganes, poi definitivamente al Mallorca. E' qui che nasce la stella di Samuel Eto'o; infatti nelle Baleari l' attaccante africano inizia a segnare con grande regolarità e regala al suo club un' inaspettata Coppa del Re segnando una doppietta nella finale contro il Recreativo Huelva. Lascia il Mallorca dopo cinque stagioni per approdare al Barcellona; con i blaugrana vince tre campionati spagnoli, due Champions League, una Coppa del Re e si aggiudica il titolo di capocannoniere della Liga nel 2006. Nell' estate del 2009 passa dal Barcellona all' Inter nell' operazione che porta Ibrahimovic nel club catalano con uno score di 107 gol in 142 partite (in media tre gol ogni quattro match!). In Italia il talento del camerunense stenta a decollare, ma dopo un periodo di naturale ambientamento, in molti sono pronti a scommettere che in questo finale di stagione l' ex attaccante del Barcellona dimostrerà tutto il suo valore

L' inizio di carriera di Vucinic è legato al nome di Pantaleo Corvino, allora Ds del Lecce, che nell' estate del 2000 acquista il montenegrino dallo Slutjeska e lo porta a Lecce ancora giovanissimo. La miglior stagione in salento per Vucinic è il 2004/2005, dove riesce a segnare, con Zeman in panchina, 19 gol in 28 partite e grandi club iniziano a interessarsi a lui. Resta a Lecce anche l' anno dopo non riuscendo però nell' impresa di salvare i giallorossi che retrocedono nonostante
l' ottimo campionato dell' attaccante. L' anno dopo passa alla Roma dove, nella sua prima stagione, non riesce a replicare le ottime prestazione messe in mostra a Lecce. La consacrazione a livello europeo, tuttavia, non tarda ad arrivare: nella stagione 2006/2007 infatti inizia a segnare con regolarità mettendosi in mostra anche in Champions League grazie ai gol contro il Manchester, la Dinamo Kiev e lo Sporting Lisbona. L' anno dopo, il 2008, segna sempre in Champions, due gol al Chelsea e firma il rinnovo del contratto con la Roma fino al 2013.

Dopo un 2009 sfortunato per colpa di un infortunio al menisco, inizia nel migliore dei modi la nuova stagione segnando gol importanti e trascinando la Roma all' inseguimento della capolista Inter.

Caratteristiche tecniche

Più tecnico il numero nove giallorosso, più cattivo sotto porta l' interista, entrambi gli attaccanti fanno della velocità e della forza fisica la loro arma migliore; simili nelle posizioni in campo anche se Vucinic predilige partire da una posizione laterale per poi accentrarsi, mente Eto'o può giocare in più ruoli dell' attacco: infatti, mentre nel Barcellona ricopriva il ruolo di punta centrale del trio d' attacco, nell' Inter ha spesso iniziato da seconda punta al fianco di Milito o addirittura largo a destra nel tridente.

Fuori dal campo

Entrambi i giocatori sono impegnati nel sociale per cercare di migliorare le condizioni di vita dei loro paesi d' origine; Vucinic in patria è considerato una leggenda ed è l' idolo di tanti bambini, mentre Eto'o oltre ad essere ambasciatore per l' Unicef è da anni impegnato in campagne contro il razzismo.


Francesco Perugini.

Il resoconto della 30^ giornata di Seria A


Risultati 30^ giornata:
Atalanta - Cagliari 3-1
Bari - Sampdoria 2-1
Bologna - Roma 0-2
Catania - Fiorentina 1-0
Genoa - Palermo 2-2
Inter- Livorno 3-0
Lazio - Siena 2-0
Napoli - Juventus 3-1
Parma - Milan 1-0
Udinese - Chievo 0-0

Le partite di mercoledì

Ultimo turno infrasettimanale di questo campionato caratterizzato dalle vittorie in testa alla classifica di Inter e Roma e dalla sconfitta del Milan a Parma, che rischia di segnare il destino dei rossoneri in questo campionato.

I nerazzurri si sbarazzano senza troppe difficoltà di un Livorno sempre più ultimo in classifica e con sei gol al passivo nelle ultime due trasferte. La vittoria degli uomini di Mourinho porta le autorevoli firme di Eto'o (doppietta per lui) e di Maicon e fa ben sperare il popolo interista in vista della sfida al vertice di sabato contro la Roma; infatti a otto giornate dalla fine sono proprio i giallorossi i rivali più accreditati per la lotta all scudetto: la squadra di Ranieri ha infatti battuto, con gol di Riise e Baptista, il Bologna di Franco Colomba già salvo da diverse giornate, e spera nel recupero di Francesco Totti per il big match di sabato contro i nerazzurri.

Se Mourinho e Ranieri possono dunque sorridere, di tutt' altro umore è Leonardo dopo la sconfitta del suo Milan a Parma; i rossoneri infatti, non sono riusciti ad avere la meglio contro una squadra, quella di Guidolin, che ha ormai ben poco da chiedere a questo campionato, essendosi salvata con ben dieci giornate, risultato importante per una neopromossa.

Col passare delle giornate si fa sempre più interessante anche la lotta per il quarto posto: dopo i risultati di questo turno infatti, il Palermo (2-2 col Genoa) si riappropria della quarta posizione in solitaria, aiutato anche dalla sconfitta della Samp a Bari; la squadra di Ventura , grande sorpresa del campionato, può adesso seriamente impensierire Genoa, Juventus e Napoli per un posto in Europa League.

Brutta sconfitta a centro classifica per la Fiorentina a Catania (1-0 Mascara), che continua così il suo campionato caratterizzato da alti e bassi; non basta ai viola l' ingresso nel finale del gioiellino Babacar, autore comunque di un' ottima prova, per risollevare le sorti dell incontro;e intanto le voci che vorrebbero Prandelli lontano da Firenze nella prossima stagione si fanno sempre più insistenti.

In zona salvezza importante successo per la Lazio, che in un Olimpico gremito da più di quarantamila spettatori, batte il Siena e si allontana così dalla zona calda della classifica. Vittoria fondamentale anche dell' Atalanta che a Bergamo batte tre a uno il Cagliari e resta a meno quattro punti dal quartultimo posto.

Il posticipo

E' un Napoli formato Champions quello che batte tre a uno la Juve al San Paolo. Grande prova di carattere per gli uomini di Mazzarri, che dopo essere andati in svantaggio (gol di Chiellini) e aver sbagliato un rigore con Hamsik, trovano la forza per ribaltare il risultato. Il grande protagonsita della serata è Quagliarella che oltre a segnare il gol del sorpasso si procura anche il rigore e serve ad Hamsik l' assist per il gol del pareggio. Per la Juve, un solo punto nelle ultime tre partite, la crisi continua e la cura Zaccheroni non sembra aver dato i frutti che società e tifosi si aspettavano.

Francesco Perugini

martedì 23 marzo 2010

Serie A, trentesima giornata


Quarto ed ultimo turno infrasettimanale in serie A che si aprirà mercoledì 24 marzo, e si chiuderà giovedì 25 con il posticipo Napoli-Juventus.

Le partite di mercoledì
Occhi e riflettori saranno puntati ovviamente sui match delle tre squadre che si stanno giocando il campionato, Inter, Milan e Roma, che sulla carta non hanno impegni proibitivi (rispettivamente contro Livorno, Parma e Bologna) ma che possono riservare delle insidie.
Infatti, sebbene Parma e Bologna siano due squadre che non hanno più molto da chiedere a questo campionato, il fatto di giocare senza troppe pressioni e senza l’ obbligo di fare risultato rende le partite di Roma e Milan più complicate di quanto possa dire la classifica; il Bologna infatti nel girone di ritorno ha cambiato marcia, battendo squadre ben organizzate come Napoli e Fiorentina e pareggiando contro il Milan, mentre il Parma, dopo un periodo di appannamento, ha ritrovato fiducia e risultati centrando l’ obbiettivo salvezza con dieci giornate d’ anticipo.

Discorso ben diverso invece per Inter-Livorno, dove la squadra di Cosmi è obbligata a fare risultato a San Siro se vuole continuare a sperare nella salvezza. I toscani infatti, dopo il pesante K.O. di Bergamo contro l’ Atalanta, sono sprofondati all’ ultimo posto in classifica a meno cinque punti dalla Lazio quart’ ultima.

In zona Champions League, la Sampdoria va a far visita al Bari (Cassano torna per la prima volta al San Nicola da avversario), mentre il Palermo se la vedrà contro un Genoa desideroso di far dimenticare ai propri tifosi la pesante sconfitta di Firenze.
La trentesima giornata di serie A non sarà però importante solo per la lotta al vertice, ma anche per i tanti incroci che ci sono tra squadre in zona retrocessione; il match tra Lazio e Siena infatti, nonostante la parole del presidente del Siena Mezzaroma che ritiene la partita contro i capitolini una gara come le altre, sarà decisivo per le sorti di entrambe le squadre: una vittoria del Siena potrebbe infatti portare la squadra di Malesani ad un solo punto dalla quart’ ultima e far avvicinare pericolosamente la Lazio all’ incubo della serie B.

Sempre in chiave salvezza altrettanto importanti sono le partite tra Atalanta e Cagliari, con i Bergamaschi che vogliono dare un seguito alla bella vittoria contro il Livorno, e quelle tra Udinese e Chievo,e soprattutto tra Catania e Fiorentina, con i siciliani alla ricerca di punti salvezza, mentre i viola tentano un’ incredibile rimonta per le zone alte della classifica.

Il posticipo
Come detto il posticipo vedrà di fronte Napoli e Juventus; in un San Paolo che sarà gremito in ogni ordine di posti, come sempre quando a Napoli arrivano i bianconeri, gli uomini di Zaccheroni cercheranno di uscire dalla crisi facendo affidamento sul ritorno tra i pali di Manninger e sull’ ottimo momento di forma di Candreva (uno dei pochi insieme a Del Piero ad essere risparmiati dalla contestazione dei tifosi); dal canto suo il Napoli, orfano di Dossena fermo per un guaio muscolare, cercherà di ritrovare la vittoria che manca ormai da due mesi (Livorno-Napoli 0-2, era il 24 gennaio).

Francesco Perugini